La Valutazione del Rischio di Continuità Aziendale: Paradigmi Teorici e Metodologie di Accertamento

La valutazione della continuità aziendale (going concern) rappresenta uno dei pilastri fondamentali della dottrina economico-aziendale e della revisione contabile. Essa si configura non come una mera verifica statica di solvibilità, ma come un giudizio prognostico sulla capacità dell’ente di onorare le proprie obbligazioni e mantenere l’equilibrio operativo in un orizzonte temporale definito, convenzionalmente stabilito in dodici mesi dalla data di riferimento del bilancio. 

1. Il Quadro Normativo di Riferimento: ISA Italia 570

Il principio di revisione internazionale ISA Italia 570 del Ministero dell’Economia e delle Finanze delinea le responsabilità del revisore e della direzione. La direzione ha l’onere primario di valutare la sussistenza del presupposto della continuità; il revisore, di contro, deve acquisire elementi probativi sufficienti a corroborare tale valutazione, identificando eventuali “incertezze significative”. 

2. Indicatori di Rischio: Un Approccio Tassonomico

La letteratura scientifica e i principi contabili nazionali (OIC) e internazionali (IAS/IFRS) classificano i fattori di rischio in tre categorie macroscopiche:

  • Indicatori Finanziari: Analisi del deficit di capitale circolante netto, flussi di cassa negativi derivanti dalla gestione operativa e incapacità di rispettare le clausole dei contratti di prestito (covenants).
  • Indicatori Gestionali: Perdita di mercati chiave, di quote di mercato o di personale con funzioni di alta direzione non facilmente sostituibile.
  • Altri Indicatori: Evoluzioni normative avverse, contenziosi legali con potenziali esborsi eccedenti le riserve accantonate e catastrofi naturali non assicurate. 

2.1 Indicatori di Rischio: esempi pratici

  • DSCR (Debt Service Coverage Ratio) < 1

      Esso rappresenta il rapporto tra il flusso di cassa libero al servizio del debito e le rate (quota capitale + interessi) in scadenza. Se il valore è inferiore a 1, significa che i flussi di cassa generati non bastano a pagare i debiti bancari.

Oneri Finanziari su Fatturato > 5-7%

Esso rappresenta Incidenza degli interessi passivi sui ricavi totali. Una percentuale elevata indica un sovraindebitamento cronico. L’azienda lavora solo per pagare le banche, rendendo il modello di business insostenibile nel tempo.

3. Metodologie di Analisi Quantitativa

La valutazione accademica si avvale di modelli predittivi volti a quantificare la probabilità di insolvenza. Tra i più rilevanti si annoverano:

  • Z-Score di Altman: Un modello multivariato che utilizza indici di bilancio ponderati per predire la probabilità di default.
  • Analisi dei Flussi di Cassa Prospettici (Cash Flow Forecasting): Strumento essenziale per verificare la sostenibilità del debito nel breve e medio periodo.

4. Gestione delle Incertezze e Ristrutturazione

Qualora l’analisi evidenzi un rischio concreto, l’azienda deve implementare piani di risanamento. In questo contesto, il Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza introduce strumenti di allerta volti a intercettare precocemente i segnali di crisi, favorendo la continuità attraverso la composizione negoziata. 

5. Esempio Pratico di Analisi dei flussi di cassa prospettici: Società “Alfa S.r.l.”

Scenario: L’azienda prevede un fatturato di 1.200.000 €/anno. Ha un debito bancario in scadenza e deve acquistare un nuovo macchinario.

Budget di Tesoreria Mensilizzato (Semplificato)

Voce di Flusso Gennaio Febbraio Marzo Totale 12 mesi
Saldo Iniziale Cassa 50.000 45.000 30.000 50.000
(+) Incassi da Clienti 100.000 110.000 90.000 1.250.000
(-) Pagamenti Fornitori (60.000) (70.000) (65.000) (780.000)
(-) Stipendi e Oneri (25.000) (25.000) (25.000) (300.000)
Flusso Gestione Reddituale 15.000 15.000 0 170.000
(-) Investimenti (Capex) 0 (20.000) 0 (50.000)
(-) Rimborso Mutui/Finanz. (20.000) (10.000) (40.000) (150.000)
Saldo Finale Cassa 45.000 30.000 (10.000) 20.000

Analisi in ottica Going Concern

  1. Individuazione del Deficit: A Marzo, l’azienda presenta un saldo di cassa negativo di -10.000 €. Questo è un segnale di allarme per la continuità se non sono presenti linee di credito disponibili.
  2. DSCR (Debt Service Coverage Ratio): Si calcola se il flusso di cassa prodotto dalla gestione (170.000 €) è superiore al debito da rimborsare (150.000 €). In questo caso il rapporto è 1,13. Essendo > 1, la sostenibilità nel lungo periodo appare garantita, ma esiste una tensione di liquidità nel breve termine.
  3. Azioni Correttive: Per confermare il Going Concern nonostante il buco di Marzo, l’amministratore deve documentare:
  1. L’esistenza di fidi bancari non utilizzati (es. un castelletto anticipi di 50.000 €).
  2. La possibilità di dilazionare il pagamento del macchinario (investimento).
  3. La rinegoziazione della rata del mutuo di marzo.

Conclusione della Valutazione

Se il saldo finale di cassa rimane positivo in ogni mese (anche grazie a linee di credito) e il DSCR è stabilmente sopra 1, il presupposto della continuità aziendale è rispettato. Se invece il saldo rimane negativo e non ci sono fonti di finanziamento attivabili, il bilancio non può essere redatto con criteri di funzionamento, ma di liquidazione

6. Conclusioni

In conclusione, la valutazione della continuità aziendale richiede un approccio olistico che integri l’analisi quantitativa dei dati storici con una valutazione qualitativa dei piani strategici futuri. La persistenza di incertezze significative non implica necessariamente la cessazione dell’attività, ma impone una rigorosa informativa supplementare nelle note al bilancio per tutelare gli stakeholders e garantire la trasparenza dei mercati finanziari.

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Giulia Robolini

Giulia Robolini

Iscritta all’Albo dei dottori commercialisti di Brescia numero iscrizione 2641/A

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